COME DIRLO A MAMMA E PAPA’ -Sere-

“Ok va bene facciamolo!!!!” Dissi io entrando in casa. “Facciamo cosa?” chiese Ale. ” Come cosa, il giro del mondo” risposi io come se non ci fosse altro di importante in quel periodo. Ma chiaramente, Alessandro non poteva certo sapere che in quei giorni il mio pensiero era sempre la… perché fare il giro del mondo? Tutto mi è sembrato più chiaro quando  ho formulato la domanda al contrario… “perché non farlo?”. Insomma non facevamo niente di male, anzi. Era un modo per arricchire la nostra vita in modo diverso, di studiare dal vivo quello che leggevamo solo sui libri, di toccare con mano un’esperienza unica e così piena di vita.

E allora li mi è sembrato tutto più facile, così ovvio. C’ era solo una cosa da fare… Dirlo ai miei genitori…. Informare i miei di questa nostra decisione mi sembrava dare finalmente ufficialità al progetto. Della serie, ok avete in mano tutte le carte per procedere.
Ok ma come si fa a dire ai genitori di 70 anni che invece di aspettare finalmente un bambino si è deciso di lasciare la normale vita per 8 mesi e girare il mondo da soli zaino in spalla?
Non sapevo sinceramente come l’avrebbero presa e la cosa un po’ mi spaventava. Insomma non che a trent’anni avessi bisogno di chiedere loro il permesso di fare questa cosa, però averli contrari o in disaccordo mi avrebbe pesato non poco.
Non avrei messo in discussione il progetto, quello no, però avevo voglia di poter condividere questa cosa con le persone che amavo.
Volevamo trovare un giorno in cui tutta la famiglia fosse riunita mamma, papà e i miei tre fratelli con famiglie al seguito. Così potevo dirlo una volta sola a tutti senza dover sentirmi dire la frase tipica…”ma Sere la mamma mi ha detto quello che avete deciso di fare!”.
Era una bellissima giornata di primavera, domenica per l’ esattezza. Mia madre aveva radunato la famiglia come di consueto a Nava, la loro casa di campagna, ed essendo una giornata calda e piena di sole avevamo deciso di mangiare in giardino. Io e Ale eravamo saliti il sabato e avevamo trascorso il we con i miei genitori. Passare il tempo a Nava, per me e’ bellissimo. Nonostante sia solo la casa di vacanze la considero la mia casa d’infanzia dove sono cresciuta e dove ho passato tutti gli inverni e le estati da quando sono nata. Per me è così importante che quando io e Ale abbiamo deciso di sposarci lo abbiamo fatto li e non nella parrocchia di Monza dove sono nata.
Mi sembrava quindi la giusta cornice per una comunicazione così importante. In fin dei conti se mi ricordo bene e’ stata lo sfondo per tante dichiarazioni di famiglia. Il mio matrimonio, il matrimonio di mia sorella, la nascita di futuri nipotini…. Insomma lo sfondo ideale per una foto di famiglia.

Nel caos generale che circola in casa mia, piena di bambini che corrono e adulti che parlano ad alta voce per farmi ascoltare cercavo di trovare l’attimo per farli tacere tutti e fare la mia “confessione”. Prima di pranzo era impossibile… Troppo dispersivo, tutti erano intenti nel preparare da mangiare o preparare la tavola, sarebbe stato impossibile… Se fossi svenuta in quel momento probabilmente non l’ avrebbero notato quindi dovevo aspettare…
Continuavo a guardare Alessandro insistentemente come per volergli dire… “Già è difficile, ma con loro è impossibile!!”.
Finalmente siamo tutti a tavola…non è molto più facile di prima, ma almeno adesso sono tutti li… Devo solo trovare il coraggio e ad un certo punto alzo la voce, praticamente urlo e dico…”dobbiamo dirvi una cosa!!!”
Silenzio… quel silenzio che a casa mia è una vera e propria rarità… Quasi è una parola che non esiste e di cui non si sa il significato. Dura pochi secondi e poi uno dopo l’ altro:”..sei incinta?”, “aspettate un bambino?”.
Io che mi aspettavo questa mitragliata di domande ho subito placato la folla dicendo…” No, no non sono incinta. Io e Ale abbiamo deciso che l’anno prossimo partiamo per il giro del mondo”!.
Ancora silenzio, ma questo pesava molto di più. Ok avevo aperto il vaso… Ora c’era solo da capire cosa sarebbe uscito e come nel caso placarlo. Gli occhi dei miei genitori e parenti erano increduli, come a dire…forse non abbiamo capito.
“In che senso fate il giro del mondo?” Chiese mia sorella. ” nel senso che ci prendiamo 8 mesi e zaino in spalla gireremo il mondo”. Risposi.
“E il lavoro?” Chiese qualcun’altro. “Ci hanno dato l’aspettativa”. Replicai.
“Cioè al lavoro vi hanno dato l’aspettativa?” Chiese mio fratello. “Si fortunatamente ce l’hanno data” risposi prontissima.
Susseguirono tantissime domande sul come, dove e perché. Mi sentivo come ad un esame quando il professore ti faceva una domanda. Avete presente? Davi la risposta, ma non eri sicurissima che fosse quella giusta e quindi cercavi di capire dall’ espressione del professore se  fosse quella corretta o no. Poi arrivò la frase di mia madre. “Secondo me siete dei pazzi…, però se avessi trent’anni in meno verrei con Voi”
Wow tirai un sospiro di sollievo…
Per contro mio padre non aprì bocca. Rimase seduto e in silenzio con lo sguardo perso nel vuoto. Non riuscivo ad incrociare i suoi occhi. Fissava qualcosa, ma in realtà i suoi occhi non stavano guardando nulla. Probabilmente la sua mente chissà dov’ era… Magari si stava chiedendo perché dovessi ogni volta fare qualcosa di inconsueto e non potessi seguire la strada che avevano intrapreso i miei fratelli più  grandi. Quella normale scritta e riscritta. Nasci, studi, ti cerchi un lavoro, che possibilmente ti  tieni fino alla pensione, trovi la tua anima gemella, la sposi, compri casa, fai un figlio anche due che è meglio, compri una casa più grande, metti via soldi per loro e per la tua vecchiaia, magari ti compri una seconda casa e via così fino alla pensione.
Volevo incrociare i suoi occhi per cercare di dirgli:..” Scusa papà non sono così, non mi sento di fare queste cose.. Non dico che non voglio farle in assoluto, non mi sento di farle ora. Ci ho provato a mettermi nei binari, te lo giuro, ma mi ci sento stretta… in questo momento ho bisogno di prendermi solo 8 mesi per me, solo per noi, perché nella follia di avere una figlia così, almeno devi essere contento perché non sono sola. Con me ci sarà Alessandro. Quindi non ti preoccupare sono solo 8 mesi”
Purtroppo i nostri occhi hanno continuato a non incrociarsi.

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