USA 2009 Seconda Parte -Ale-

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La mattina presto prendiamo la nostra auto e ci dirigiamo verso la Highway N° 1, autostrada che corre lungo la costa fino alla città di Los Angeles. Ci fermiamo sulla spiaggia nei pressi del Golden Gate per poterlo vedere, almeno una volta, senza nebbia ma non siamo fortunati; anche se, a onor del vero, la vista del ponte tra raggi di sole e banchi di nebbia è altrettanto affascinante.

La Highway 1 che procede verso sud prendendo il nome di Cabrillo Highway, è un lungo111 USA The Big Sur serpente che si snoda tra insenature profonde, panorami mozzafiato a picco sul mare e passaggi verso l’interno dove la vegetazione lussureggiante del lungo mare incontra campi coltivati e fattorie le cui insegne attraggono i passanti con la promessa della frutta più fresca e succosa di tutta la California.

Incuriositi dall’insegna “Strawberries pick’n pay” ci fermiamo in una piccola azienda agricola nei pressi di Santa Cruz dove la frutta, prima di comprarla la devi… raccogliere! All’ingresso del campo di 101 USA California Coastfragole ci viene fornita una cassetta di frutta e ci vengono indicate le piante da “saccheggiare”! Una volta raccolti i rossissimi e gustosi frutti, consegniamo la cassetta che viene pesata, paghiamo e facciamo merenda di metà mattina con queste, ovviamente, enormi fragole californiane.

Proseguiamo verso sud e il paesaggio è un susseguirsi di spiagge e scogliere semi-deserte. Il sole si alza sempre di più alla nostra sinistra e il territorio quasi fiabesco della prima mattina si trasforma in un’atmosfera da canzoni dei Beach Boys. Il mare brulica di surfisti, rigorosamente dotati di muta, intenti a prendere le prime onde del mattino e i leoni marini quasi immobili sugli scogli sporgenti fanno da spettatori alle evoluzioni sportive degli intrusi.

112 USA The Big Sur

Verso mezzogiorno raggiungiamo la cittadina di Monterey; capitale dell’Alta California sotto la Spagna e il Messico e successivamente passata sotto il dominio Statunitense dopo la guerra Messico-Americana. La cittadina ha ancora molti edifici retaggio dei vecchi abitanti della zona; ci sono ancora molte case in stile Adobe messicano e alcune chiese di classico stampo102 USA Monterey europeo. Più di recente divenne un centro fiorente grazie alla pesca e all’industria di trasformazione dei prodotti ittici, in seguito, causa lo spostamento di queste aziende divenne il famoso porto turistico che è adesso con il classico molo pieno di locali, negozi e ristoranti di pesce che, ovviamente, non manchiamo di testare!

Lasciamo Monterey dopo alcune ore sperimentando come la nostra mentalità sia diversa da quella americana; uscendo dal parcheggio a pagamento mi appresto a pagarne l’ammontare, 1,50 $, con il biglietto da 100 $ prelevato il giorno prima, l’addetto mi 104 USA Montereyguarda con una faccia sorpresa e mi risponde: “No way”. Faccio presente di non essere in possesso di monete e di non sapere come fare e l’addetto, ancora più sorpreso mi chiede la carta di credito… Ah già! È vero! Chissà perché, nonostante io usi sempre la carta e non abbia quasi mai contanti, non abbia pensato a questo metodo di pagamento. Sicuramente perché in Italia non si può pagare importi così risibili con la carta… o meglio, si potrebbe ma commissioni, tempi di incasso e burocrazia varia non facilitano la cosa.

Poco più a sud facciamo una sosta a Carmel, cittadina di ville e buen retiro per californiani facoltosi, famosa, oltre che per i lussuosi hotel e la grande spiaggia bianca, anche per essere stata governata, per un periodo, da Clint Eastwood che qui ha fatto il sindaco per alcuni anni.

109 USA Carmel

Proseguiamo lungo il Big Sur attraversando le cittadine di San Simeon e Cambria e la stanchezza comincia a farsi sentire. Sono le 18 circa e decidiamo di fermarci nel primo paese sul nostro tragitto. Ci fermiamo quindi a Morro Bay, cittadina di 10 mila persone a nord della più famosa ed esclusiva Saint Louis Obispo. La periferia non è un granché ma non abbiamo più voglia di continuare e così cerchiamo una sistemazione. Troviamo posto in un motel della famosa catena low cost Motel 6, classico motel da telefilm americano con le camere affacciate su un cortile interno e il parcheggio dell’auto situato proprio sotto la finestra della camera. Niente di particolare ma tanto dobbiamo solo riposarci!

La scelta risulta essere azzeccata per uno dei più bei tramonti che ricordo di aver visto; la baia di Morro Bay è sovrastata da un a grande roccia all’ingresso del porto detto Morro Rock! La città si chiama così perché il navigatore portoghese che scoprì l’area, vide, nella grossa roccia, le fattezze di una testa di un “Moro” con indosso il turbante. Mangiamo pesce fritto in un ristorante sul porto e andiamo a dormire perché ci aspetta, l’indomani, il lungo tragitto di trasferimento verso Las Vegas, circa 700 km sui quali non abbiamo molte aspettative turistiche!

115 USA Morro Bay

 

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