MYANMAR/BIRMANIA

Aramapura, U Bain Bridge

Aramapura, U Bain Bridge

Grazie ai consigli della nostra amica catalana Mercé, e anche grazie a dei cambiamenti di programma in itinere, decidiamo che, già che ci siamo, possiamo incrementare il numero dei paesi visitati durante il nostro viaggio!
Trovato il volo per il Myanmar, o Birmania che dir si voglia, abbiamo solo da preparare per l’ennesima volta lo zaino e partire.
L’offerta di AirAsia per il volo Bangkok-Mandalay-Bangkok non è che te la regalino ma del resto siamo così vicini che sarebbe un peccato non approfittarne.
Arriviamo così a Mandalay e ci accorgiamo subito di come questo paese abbia sofferto e continui a soffrire, in parte, di un isolamento imposto dalla dittatura militare ormai al potere dal 1962.

Mandalay

Mandalay

Il paese è forse uno dei più poveri della regione, le infrastrutture mancano o sono carenti e già dall’aeroporto si percepisce un senso di trasandatezza e inadeguatezza che sorprende sempre un po’ nel 2015.
L’8 Novembre ci sono state le elezioni, stravinte dal partito di opposizione guidato da Aung San Suu Kyi, incarcerata per anni per la sua opposizione alla giunta militare. Sono mesi di transizione e solo il tempo potrà dire se la strada verso la democrazia sarà veramente stata presa; del resto nelle elezioni precedenti il governo non accettò il verdetto della piazza e dichiarò nullo il risultato restando al potere.

Mandalay

Mandalay

Mandalay

Mandalay

Mandalay è una città cresciuta in fretta e senza un vero e proprio piano regolatore; edifici dalla tipica foggia cinese sono stati costruiti un po’ a caso e le vie mancano di illuminazione, pavimentazione decente e marciapiedi. La prima impressione è abbastanza deludente e la sensazione avuta appena atterrati sembra essere confermata.
Le pagode ed i templi per fortuna ci fanno cambiare idea ed è nella tradizione che rinasce il fascino di una città così ricca di storia.

Mandalay

Mandalay

Mandalay

Mandalay

Mandalay

Mandalay

Giriamo per la città in bicicletta e nonostante il traffico caotico riusciamo a immergerci nella pace dei cortili dei templi, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la realtà di tutti i giorni rimane comunque lontana.

Mandalay

Mandalay

Visitiamo anche l’ex palazzo reale, anche se si tratta di una copia del 1990 in quanto l’originale è stato distrutto dai bombardamenti giapponesi del 1942. La copia è abbastanza fedele anche se, come per i templi, mancano probabilmente le risorse per la manutenzione.

Mandalay: palazzo reale

Mandalay: palazzo reale

Il secondo giorno ci spostiamo ad Amarapura, vecchia capitale Birmana e luogo del famoso U Bain bridge, il ponte di Tek più lungo al mondo, quasi 1.300 metri, da dove si gode un tramonto spettacolare.

U Bain

U Bain

Lago Thaun Tha Man

Lago Thaun Tha Man

Ciao

Ciao

U Bain

U Bain

U Bain

U Bain

Tramonto....

Tramonto….

Il ponte attraversa il lago Taung Tha Man e consente a migliaia di persone di recarsi da una parte all’altra dello specchio d’acqua per lavoro, studio o preghiera. Il tramonto è talmente bello che nemmeno le foto gli rendono giustizia.
Lasciamo Mandalay per raggiungere Bagan, città fondata nell’874 D.C. ma che toccò l’apice del suo splendore dal 1000 al 1200 quando fu capitale del primo regno birmano. Verso il 1057 la capitale divenne un centro culturale e religioso del Buddhismo Theravada è proprio ad allora risalgono i più di mille templi e pagode disseminate in questa pianura affacciata sul fiume Irawaddy.

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

La città cade in disgrazia nel 1287 quando fu conquistata dai mongoli di Kublai Khan e da allora vive in questo limbo di misticismo e tranquillità che ne fa uno dei luoghi più famosi del paese e dell’Asia intera.

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

Affittiamo un motorino elettrico e semplicemente ci facciamo trasportare dall’istinto vagando tra le rovine e la natura di questa immensa pianura.
In tutti i templi ci si deve togliere scarpe e calze in segno di rispetto verso il Buddha e si cammina così per cortili arsi dal sole, ci si arrampica sulle ripide scalinate esterne delle pagode e si contemplano i monaci in preghiera davanti ai mille altarini e statue che ornano questi templi.

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

La città, come tutto il paese, è molto povera, gli abitanti vivono in capanne di paglia e i bambini giocano a piedi nudi per le strade sterrate e nei campi. Le persone sono solari e spontanee; una bambina incontrata per caso davanti a una delle mille pagode ci saluta e ci offre un fiore, ringraziamo a mani giunte e lei ricambia il saluto sorridendo!

Bagan

Bagan

Tramonto... Aperitivo con cocco

Tramonto… Aperitivo con cocco

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

Salutiamo la Birmania dopo una settimana di soggiorno e torniamo in Thailandia. Da Bangkok ci aspetta il lungo trasferimento che ci porterà in Nuova Zelanda, ultima tappa del nostro lungo viaggio

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

Bagan

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