USHUAIA

Ci svegliamo con comodo verso le 9, il viaggio da Rio Gallegos ci ha veramente provato, e lo spettacolo che ci appare davanti agli occhi è veramente da “Fine del Mondo”.Nonostante sia già mattina, il sole non è ancora sorto, ma l’alba che tra poco scorgerà dietro il ghiacciaio Martial, incomincia a rivelarci l’incredibile paesaggio che il buio della notte della sera prima ci aveva negato.

Difficile descrivere la bellezza, la grandezza e l’armonia che si provano ad ammirare un paesaggio così straordinario… Improvvisamente mi sento grata per avere questa fortuna è poter ammirare tutta questa magnificenza, bellezza e pace che la natura ci ha regalato.
Dopo una bella colazione siamo pronti per visitare la cittadina di Ushuaia e programmare le attività per questi 4 giorni. Decidiamo di sfruttare la bella giornata per fare una gita in barca nel canal Beagle. Con una lunghezza di 240 km è stato fino alla costruzione del canale di Panama l’unico passaggio via mare tra l’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico.

  
      

La gita dura all’incirca 2 ore e 30 raggiungendo l’Isola dei Leoni Marini e il faro conosciuto come “Fin del Mundo”.Il paesaggio che ammiriamo dal mare è unico; il canale è circondato da boschi, montagne e ghiacciai e tutto sembra spegnersi nel mare… Sembra veramente la fine di ogni cosa.

Nel pomeriggio ci riscaldiamo con un’ottima cioccolata in uno dei tanti negozi di dolci che riempiono la città.
Il giorno seguente, su suggerimento del simpatico signore dell’ufficio turistico, e complice un’altra bellissima giornata di sole decidiamo di raggiungere la base del ghiacciaio Martial.
Il percorso è di circa 16 km, e visto il lungo tragitto, per giunta in salita, ci viene proposto l’utilizzo di un taxi, ma l’idea di riuscire a farcela a piedi senza aiuto è troppo eccitante e quindi armati di grande entusiasmo intraprendiamo la camminata.

  
      

Il percorso non è pericoloso, dobbiamo solo stare attenti al terreno ghiacciato che spesso ci fa perdere l’equilibrio, ma in quasi due ore raggiungiamo la meta. Lo spettacolo che ci si apre davanti è qualcosa di unico. Le montagne gonfie di neve alle spalle e davanti il mare artico. E in quel mare a soli 1000 km di distanza c’è l’Antartide. Entusiasta dalla camminata e dalla vista che ho di fronte mi rivolgo ad Ale dicendogli:” Sai cosa facciamo al nostro 25esimo anno di matrimonio?”. “Cosa?”, mi chiede lui curioso. ” Andiamo in ANTARTIDE” rispondo io pronta. Tralascio la sua risposta non tanto “polite”, ma ho ancora un po’ di tempo prima di convincerlo.

Torniamo a casa esausti, dopo 5 ore di cammino. Abbiamo le gambe distrutte e una fame che mangeremmo un Lobos Marino intero, ma siamo entrambi soddisfatti della meravigliosa camminata.

L’ultimo giorno lo trascorriamo tra i tanti musei della città che narrano la storia di questa piccola cittadina che nonostante i suoi pochi anni di storia ha tanto da raccontare.
Punto di partenza per le grandi esplorazioni dell’Antartide, colonia penale fino al 1947, base di partenza per la guerra sulle Isole Falkland o per dirlo in Argentino Isole Malvinas.

Che dire arrivare fino a qui è un sogno che si avvera e mi impressiona vedere la mia posizione satellitare del telefono… Siamo proprio ALLA FINE DEL MONDO!!! 😀😀

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